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Visto per studio in Italia 2026/2027: requisiti, documenti e permesso di soggiorno per studenti extra-UE
Visto per studio in Italia 2026/2027: requisiti, documenti e permesso di soggiorno per studenti extra-UE

Visto per studio in Italia 2026/2027: requisiti, documenti e permesso di soggiorno per studenti extra-UE


Studiare in Italia rappresenta ogni anno un’opportunità per migliaia di studenti provenienti da Paesi extra-UE. Università, master, corsi di specializzazione e altri percorsi di formazione possono consentire l’ingresso in Italia per motivi di studio e il successivo rilascio di un permesso di soggiorno.

La procedura, tuttavia, non si esaurisce con l’ammissione a un corso. Lo studente deve rispettare una serie di requisiti accademici, economici e amministrativi e deve prestare particolare attenzione alla documentazione presentata alla rappresentanza diplomatico-consolare italiana competente.

Per gli anni accademici 2026/2027 e 2027/2028 sono inoltre in vigore le nuove Procedure per l’ingresso, il soggiorno e l’immatricolazione degli studenti internazionali pubblicate sul portale Universitaly.

Chi deve richiedere il visto per studio?

Il cittadino di un Paese non appartenente all’Unione europea che risiede all’estero e intende frequentare in Italia un percorso di studio per il quale è richiesto un soggiorno superiore a 90 giorni deve, ricorrendone i presupposti, richiedere un visto nazionale di tipo D per motivi di studio.

Esistono diverse categorie di visto per studio. Il Ministero degli Affari Esteri distingue, tra le altre, le ipotesi di immatricolazione universitaria, corso universitario singolo, studio post-laurea, programmi di scambio e mobilità, tirocinio e formazione professionale.

È quindi importante individuare la corretta tipologia di visto sulla base del percorso che lo studente intende effettivamente seguire.

La preiscrizione attraverso Universitaly

Per gli studenti internazionali che richiedono un visto per immatricolarsi presso un’istituzione italiana di formazione superiore, la procedura passa normalmente attraverso il portale Universitaly.

Lo studente deve individuare il corso, verificare i requisiti richiesti dall’istituzione e presentare la domanda di preiscrizione secondo le procedure previste.

C’è però un punto fondamentale: la validazione della preiscrizione da parte dell’Università non comporta automaticamente il rilascio del visto.

La decisione finale sul visto appartiene esclusivamente alla rappresentanza diplomatico-consolare italiana competente.

Il Consolato effettua infatti una propria valutazione e verifica la sussistenza dei requisiti richiesti per l’ingresso per motivi di studio.

Quanto deve dimostrare economicamente uno studente extra-UE?

Questo è uno degli aspetti sui quali occorre prestare maggiore attenzione, soprattutto perché online sono ancora facilmente reperibili importi relativi agli anni accademici precedenti.

Per gli anni accademici 2026/2027 e 2027/2028, per il visto per immatricolazione universitaria il parametro economico di riferimento è pari a:

€10.179,85 per un anno accademico, corrispondenti a €848,25 mensili.

Si tratta di una somma destinata a dimostrare la capacità dello studente di provvedere al proprio sostentamento durante il soggiorno in Italia.

È importante sottolineare che il possesso formale della somma non esaurisce necessariamente la valutazione consolare.

Le risorse devono essere adeguatamente documentate e la rappresentanza diplomatico-consolare può valutare la situazione economica complessiva dello studente e della famiglia, la provenienza delle somme e la documentazione bancaria prodotta.

A seconda della sede consolare possono essere richiesti, ad esempio, estratti conto relativi agli ultimi mesi, documentazione relativa al reddito del garante e documentazione che dimostri il rapporto familiare.

I mezzi possono derivare da risorse personali dello studente oppure, nei casi ammessi, da garanzie economiche familiari o da istituzioni ed enti ritenuti affidabili dalla rappresentanza diplomatica.

Attenzione alle fideiussioni

Un’altra questione importante riguarda le fideiussioni.

Il Ministero degli Affari Esteri precisa che, per i soggiorni per studio, la fideiussione bancaria o la polizza fideiussoria non costituiscono documentazione idonea a dimostrare, da sole, la disponibilità dei mezzi di sostentamento.

È quindi opportuno evitare di costruire una domanda di visto confidando esclusivamente in questo tipo di garanzia.

I €10.179,85 comprendono tutte le spese?

Non necessariamente.

La disponibilità richiesta per il sostentamento deve essere distinta dagli ulteriori costi che lo studente può essere chiamato a dimostrare di poter sostenere.

Tra questi possono rientrare, a seconda della procedura applicabile, le spese universitarie, il viaggio di ritorno, l’alloggio e la copertura sanitaria.

È quindi sbagliato pensare che la semplice presenza di €10.179,85 su un conto corrente renda automaticamente soddisfatti tutti i requisiti economici necessari per ottenere il visto.

Quali altri documenti servono?

La documentazione varia in relazione al percorso di studio, all’istituzione scelta e alla rappresentanza diplomatico-consolare competente.

In generale possono essere richiesti:

  • passaporto in corso di validità;
  • documentazione relativa all’ammissione e alla preiscrizione;
  • documentazione relativa ai titoli di studio conseguiti all’estero;
  • prova della disponibilità dei mezzi economici;
  • prova della disponibilità di un alloggio in Italia;
  • adeguata copertura sanitaria;
  • disponibilità del biglietto di ritorno o delle risorse necessarie al rimpatrio;
  • documentazione relativa alla conoscenza della lingua richiesta per il percorso di studi;
  • traduzioni, legalizzazioni o Apostille, quando necessarie.


La checklist deve sempre essere verificata presso la rappresentanza diplomatico-consolare italiana competente per il luogo di residenza dello studente.

Dichiarazione di Valore o CIMEA?

Un altro tema particolarmente delicato riguarda la documentazione necessaria per valutare il titolo di studio conseguito all’estero.

A seconda della procedura, dell’istituzione e delle indicazioni della rappresentanza diplomatica competente, può essere richiesta una Dichiarazione di Valore oppure documentazione rilasciata dal CIMEA, il centro italiano ENIC-NARIC.

Non è opportuno, però, affermare in termini generali che per ogni studente e in ogni procedura sia sempre sufficiente indifferentemente l’uno o l’altro documento.

Le richieste possono infatti dipendere dal Paese nel quale è stato conseguito il titolo, dall’istituzione italiana, dalla finalità per la quale il titolo deve essere valutato e dalle indicazioni della rappresentanza consolare.

Per questo motivo la verifica deve essere effettuata prima di presentare la domanda, controllando sia le indicazioni dell’Università sia quelle della rappresentanza diplomatica competente.

Cosa succede dopo l’ingresso in Italia?

Il rilascio del visto rappresenta soltanto la prima fase.

Dopo l’ingresso in Italia con un visto nazionale per studio, lo studente deve presentare la richiesta del permesso di soggiorno per motivi di studio entro otto giorni lavorativi dall’ingresso, secondo la procedura prevista.

La domanda viene normalmente avviata attraverso il kit disponibile presso gli uffici postali abilitati.

Successivamente lo studente viene convocato presso la Questura competente per il fotosegnalamento e gli ulteriori adempimenti necessari al rilascio del titolo di soggiorno.

È fondamentale conservare la ricevuta rilasciata al momento della presentazione della domanda.


Uno studente straniero può lavorare in Italia?

Sì.

Il permesso di soggiorno per motivi di studio o formazione consente di svolgere attività di lavoro subordinato entro determinati limiti.

La normativa prevede un massimo di:

20 ore settimanali e comunque non oltre 1.040 ore nell’arco dell’anno.

Lo studio continua pertanto a rappresentare il motivo principale del soggiorno, ma è possibile svolgere contemporaneamente un’attività lavorativa nel rispetto dei limiti previsti.


Il permesso per studio può essere convertito in permesso per lavoro?

Sì, e su questo punto negli ultimi anni è intervenuta una modifica particolarmente importante.

Il permesso di soggiorno per studio, tirocinio o formazione può essere convertito, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, in un permesso per lavoro subordinato o lavoro autonomo.

A seguito delle modifiche introdotte nel 2023, la conversione del permesso per studio/formazione non è più subordinata alla disponibilità delle quote del Decreto Flussi.

Questo significa che, purché il permesso sia ancora in corso di validità e siano soddisfatti gli altri requisiti previsti dalla legge, la domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno e senza attendere il click day o la disponibilità di una quota del Decreto Flussi.

Per il lavoro subordinato sarà necessario dimostrare la sussistenza dei presupposti del rapporto di lavoro; per il lavoro autonomo occorrerà invece produrre la documentazione prevista per l’attività che si intende esercitare e dimostrare il possesso dei relativi requisiti.


L’ammissione all’Università garantisce il visto?

No.

Questo è probabilmente uno dei punti più importanti dell’intera procedura.

L’ammissione da parte dell’Università e la validazione della preiscrizione attraverso Universitaly rappresentano passaggi fondamentali, ma non attribuiscono allo studente un diritto automatico al rilascio del visto.

La rappresentanza diplomatico-consolare conserva la competenza sulla decisione finale e valuta autonomamente la sussistenza dei requisiti previsti.

Per questa ragione è importante che il progetto di studio e la documentazione presentata siano coerenti e completi.

Perché è importante preparare correttamente la domanda

Molte difficoltà possono nascere non dall’assenza dei requisiti, ma dal modo in cui questi vengono documentati.

Estratti conto insufficienti o poco chiari, somme versate immediatamente prima della domanda, documentazione familiare incompleta, problemi relativi al titolo di studio, all’alloggio o alla copertura sanitaria possono compromettere la procedura.


Prima di presentare la domanda è quindi opportuno verificare:

il percorso accademico, la documentazione economica, il titolo di studio, l’alloggio, la copertura sanitaria e la specifica checklist del Consolato competente.

Assistenza legale per studenti stranieri

GMS Legal Consulting – Studio Legale Associato assiste cittadini stranieri nelle procedure relative all’ingresso e al soggiorno in Italia per motivi di studio.

L’assistenza può riguardare la verifica preventiva dei requisiti e della documentazione, le problematiche relative al visto, la richiesta e il rinnovo del permesso di soggiorno, nonché la successiva conversione del titolo di soggiorno per motivi di lavoro.

La valutazione preventiva della singola posizione consente di individuare eventuali criticità prima della presentazione della domanda e di verificare quale procedura sia applicabile al caso concreto.

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Fonti normative e istituzionali

Universitaly – Ministero dell’Università e della Ricerca
Procedure per l’ingresso, il soggiorno, l’immatricolazione degli studenti internazionali e il relativo riconoscimento dei titoli per i corsi della formazione superiore in Italia – valide per gli anni accademici 2026/2027 e 2027/2028.
È il principale riferimento istituzionale per le procedure riguardanti gli studenti internazionali.
Universitaly – Studenti internazionali??

Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI)
Studiare in Italia – Domande frequenti.
Contiene chiarimenti sulle diverse categorie di visto per studio, sulla disponibilità economica e sulle modalità attraverso le quali possono essere dimostrati i mezzi di sostentamento.
MAECI – Studiare in Italia??

Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI)
Mezzi finanziari richiesti per l’ingresso in Italia.
Pagina istituzionale dedicata ai requisiti economici generali richiesti ai cittadini stranieri per l’ingresso e il soggiorno sul territorio nazionale.
MAECI – Mezzi finanziari per l’ingresso in Italia??

Portale Integrazione Migranti – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Accesso all’Università, attività lavorativa e conversione del permesso di soggiorno per studio.
Conferma il limite di 20 ore settimanali e 1.040 ore annuali per il lavoro subordinato dello studente e la possibilità di conversione del permesso di soggiorno.
Portale Integrazione Migranti – Studenti stranieri??

Portale Integrazione Migranti – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Conversione del permesso di soggiorno da studio a lavoro: cosa è cambiato con il Decreto Cutro.
La fonte istituzionale chiarisce che le conversioni dei permessi per studio, tirocinio e formazione non sono più subordinate alle quote del Decreto Flussi e possono essere richieste, ricorrendone i requisiti, durante l’anno.
Portale Integrazione Migranti – Conversione studio/lavoro??

Ambasciata d’Italia a L’Aja – MAECI
Visto di studio.
La pagina consolare contiene indicazioni operative particolarmente dettagliate sulla documentazione richiesta e riporta per il 2026/2027 l’importo di €10.179,85 annui quale disponibilità economica richiesta, oltre alle indicazioni relative alla documentazione bancaria, all’alloggio, all’assicurazione e ai titoli di studio.
Ambasciata d’Italia a L’Aja – Visto di studio??

Riferimenti normativi principali

* D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 – Testo Unico sull’Immigrazione, in particolare artt. 4, 5 e 39;
* D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394 – Regolamento di attuazione del Testo Unico sull’Immigrazione;
* D.L. 20 marzo 2023, n. 23, convertito con modificazioni dalla L. 5 maggio 2023, n. 50, per le modifiche relative alla conversione dei permessi per studio e formazione;
* Procedure MUR–MAECI–MIM–Ministero dell’Interno per l’ingresso, il soggiorno e l’immatricolazione degli studenti internazionali, aa.aa. 2026/2027 e 2027/2028.

Articolo aggiornato a settembre 2026. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono la valutazione della singola posizione né la verifica della documentazione richiesta dalla rappresentanza diplomatico-consolare competente.